SICUREZZA e CHIAMATA Di SOCCORSO
di Manolo Marri
Foto: Soccorso Alpino e Speleologico Emilia-Romagna
L’aumento vertiginoso del numero dei praticanti delle attività in montagna, fiumi, boschi, mari e altri luoghi naturali, ha portato ad un considerevole incremento degli interventi di soccorso.
Sicuramente, complice di questo dato negativo nell’aumento esponenziale delle richieste di aiuto al Soccorso Alpino e Speleologico negli ultimi anni, è da attribuire all’influenza dei cambiamenti climatici che hanno profondamente modificato l’ambiente montano, rendendo più frequenti fenomeni come il distacco di pietre, riduzione dei ghiacciai, instabilità di alcuni percorsi e di eventi meteorologici estremi.
Ma, a mio avviso, questo non giustifica e non spiega appieno la situazione attuale, se non analizziamo la superficialità dilagante nell’affrontare gli ambienti naturali, alimentata dall’artificiale quanto ingannevole visione dei social network, che rendono facile e alla portata di tutti l’avventura, senza una preparazione adeguata, senza conoscenza del territorio e di conseguenza sottovalutandone i pericoli e la complessità.
Questa banalizzazione ha condotto alla convinzione che sia sempre possibile ricevere aiuto ed essere soccorsi immediatamente e in qualsiasi condizione, spesso portando le persone ad avventurarsi senza il benché minimo addestramento in ambienti complessi e di conseguenza ostili.
La cronaca ci ha oramai abituati a notizie come: “esausti rimangono bloccati”, “senza attrezzatura adeguata si avventurano”, “presi dal panico mentre affrontano un itinerario”, “perdono la traccia del sentiero” o molto peggio quando le conseguenze dell’impreparazione fisica e mentale sfociano in scelte ed errori dalle estreme conseguenze.
Secondo la mia personalissima visione, l’uomo sta perdendo lentamente il tratto genetico di un patrimonio antichissimo sviluppatosi in migliaia di anni.

Nel mondo iper-tecnologico, siamo sempre stimolati da luci sempre più intense, suoni sempre più forti, ritmi più frenetici e ripetitivi; navighiamo in internet, telefoniamo, fotografiamo, mangiamo pasti preparati il cui sapore non assomiglia in alcun modo a quello degli ingredienti naturali originali che li compongono.
Cospargiamo profumi, usiamo saponi e prodotti per la casa che coprono odori reali, viviamo in ambienti climatizzati, tocchiamo schermi, plastica e materiali ottenuti artificialmente che non assomigliano a nulla di quello che esiste in natura e ci muoviamo su superfici piatte, asfaltate, fino a dimenticarci di come si cammina in un ambiente naturale tra rocce e radici.
Siamo “disconnessi” dall’ambiente selvatico, siamo passati dall’aver trascorso la maggior parte della nostra evoluzione in stretta simbiosi con la natura e siamo sempre dipesi da essa per la sopravvivenza; tanto da esserne legati fisicamente, cognitivamente ed emotivamente; ad essere parte di un mondo empirico, inondato di paesaggi creati elettronicamente e di piaceri costruiti, con la disarmante conseguenza di non riuscire più a svolgere competenze e soluzioni che la nostra evoluzione ci ha insegnato.
Gli incidenti ci sono e ci saranno sempre, ma ognuno di noi è obbligato a rianimare il “buon senso”, che porta ha gestire le situazioni con coerenza, senza farsi prendere dal panico, valutando le proprie capacità e la propria preparazione, ad allenare il nostro bagaglio tecnico e percettivo, in modo da abbassare la percentuale di rischio che è insita nell’abbandono del sentiero battuto.
Gestire un infortunio in un luogo isolato, un incidente o una situazione di pericolo, parte senza ombra di dubbio dalla richiesta di aiuto, è essenziale sapere che esiste un numero unico di emergenza che corrisponde al 112, difatti, tutte le chiamate affluiscono ad una centrale operativa che smista le richieste alle autorità competenti.
Anche se sembra alquanto strano, in momenti di forte stress emotivo, spesso i coinvolti in una situazione di emergenza, non riescono a fornire informazioni sensate e precise sull’ubicazione del luogo ai soccorritori.
Ho lavorato per oltre dieci anni nel dipartimento di Emergenza Urgenza Extraospedaliera, ruotando nei servizi di ambulanza, elisoccorso e centrale operativa, e posso testimoniare che durante le interviste telefoniche accadeva che le persone alla richiesta di indicare il luogo dell’accaduto, rispondessero con “siamo qui, abbiamo bisogno di aiuto!” per poi interrompere la chiamata.

Ne consegue che descrivere il sito ove è avvenuto l’incidente e specificare riferimenti che possano facilitare l’identificazione partendo dal “generale” (zona, gruppo montuoso), fino ai “particolari” (versante, sentiero, via, ferrata, canale, cengia, cresta, forra ecc) poiché in base a questa raccolta di informazioni (Triage) verrà assegnato un codice di gravità e pianificata la missione di soccorso con le risorse più adatte.
Se possibile fornire anche coordinate GPS e in seguito indicazioni sui coinvolti, sullo stato di coscienza, sui segni vitali, emorragie in atto e altro, per riuscire ad avere indicazioni sul comportamento da attuare e ricevere il soccorso migliore e più tempestivo possibile.
La montagna non accetta scorciatoie, questo significa fare esperienza, crescere, sperimentare i propri limiti con metodo e in sicurezza, aumentare le proprie competenze con dedizione, strutturarsi per creare un ossatura mentale forte, capace e consapevole, apprendendo a fondo le tecniche e i materiali che usiamo.
Ma soprattutto, capire che la montagna si deve conoscere veramente e che la tecnica è un mezzo, non un fine, una manovra impeccabile eseguita senza una lettura corretta del contesto diventa inutile.
La sicurezza è una disciplina vera e non può essere semplificata dentro a discussioni sui social o affidata all’improvvisazione, dobbiamo crescere, dobbiamo liberarci da ottuse convinzioni che tutti possano cimentarsi nell’affrontare montagne, fiumi, foreste e altri ambienti selvatici; se non attraverso un graduale tirocinio, affidandoci alla guida di personale esperto, tramite un percorso didattico che conduca alla consapevolezza e annulli l’improvvisazione dilagante, così di moda in questo tempo che vuole ottenere tutto e subito.