Edelweiss n.1 Gennaio-Aprile 2025
Stuck Squirrel, foto per gentile concessione di Milko Marchetti
Enrico MONTANARI, il past president più giovane
intervista di Barbara Bartoli presso il Centro Le Rose, Sede del CAI Ravenna, dell’8gen25
Allora, Enrico Montanari, 8 gennaio 2025… Per me tu sei un prodigio della Natura, in tutti i sensi, e sulla neve sei indimenticabile. Ti ho conosciuto parecchi anni fa sulle nevi dell’Erika… tu sei un ragazzino come allora, ed ho scoperto che sei stato un past president!
Sì, sono stato un past president del CAI di Ravenna, a causa del decesso di Nerio (ndr – Nerio Neri), perché ero VicePresidente in quel periodo: mi ero messo in gioco come come giovane allora perché all’interno del gruppo dell’alpinismo giovanile dissero c’è bisogno di qualcuno che vada in consiglio, qualcuno di giovane; gli altri avevano già fatto tutti un giro, un turno, e quindi mi sono messo in gioco, ed è stato per un anno circa di presidenza.
Quindi tre cose impossibili: la prima sostituire una persona così speciale – e fra l’altro da giovane, da più che giovane come eri tu…
Sì.
La seconda è farlo per un tempo tutto sommato ritagliato dal destino, più che previsto o presupposto…
Sì.
E la terza, forse per te che sei così straordinario la più semplice, ma per le persone comuni sicuramente complessa, il fatto di essere giovane a gestire tanti protagonisti di montagna, tu per primo protagonista… ma loro ancora forse non lo sapevano, o sbaglio?
Sì, qui ti riferisci un pochettino ai giovani che portiamo in giro?
E certo!
Allora sì, sono tre cose da analizzare un pochettino: io quando sono diventato vice presidente vivevo all’ombra di Neri, nel senso che cercavo di copiare tutto quello che lui faceva, perché effettivamente è stato da un certo punto di vista un gran maestro; quindi l’anno che è venuto a mancare diciamo era soltanto da portare un pochettino avanti il suo lavoro, perché era già imbastito; purtroppo era un lavoro di una persona molto preparata, e di fatto probabilmente lui sarebbe riuscito in qualche maniera a portarlo avanti, io non ero così preparato. Certo è che l’entusiasmo non mi mancava, anche se appunto la chiarezza su certe cose si ha solo – si impara solo – quando si fanno, o quando ci si è dentro, e questa è una complessità che adesso che ho fatto anche l’altro presidente mi accorgo di riuscire a gestire.
L’altro presidente, diciamolo…
Presidente dell’alpinismo giovanile dell’appennino tosco-romagnolo, per sette anni.
Caspita, complimenti!
Sì, quello è stato la cosa più impegnativa. Detto questo i ragazzi giovani sarebbero da spingere anche loro adesso, effettivamente.
Il che, detto da un giovane… oggi past president del CAI, ma sei stato presidente in che anno?
L’anno in cui morì Nerio, più di venti anni fa.
Ed oggi il ragazzo Enrico Montanari quanti anni ha?
Adesso ne ho 44 suonati!
Portati benissimo, quindi già dieci si tolgono e si vede anche dalla foto.
Diciamo che l’idea adesso è che effettivamente adesso si vede tutto nella sua complessità, perché bisogna crescere sempre. Io l’ho detto anche l’ultimo congresso, salutando i miei: si può prendere all’interno del CAI una strada che è quella della crescita, per capire le complessità della democrazia in cui bisognerebbe stare all’interno del CAI… una complessità che non è solo la mia attività, ma anche fare qualcosa per chi fa attività: il che, purtroppo, non si capisce.
Quando sei giovane c’è questo aspetto comunque interessante: che qualunque cosa ti dicano di fare è per il bene, e quindi dici sì sempre. Quando cominci a diventare un pochettino più esperto capisci che devi lavorare solo su certe dinamiche, per poter spingere comunque quelle corrette. Perché adesso sono cambiate tante cose, in questi venti anni, e c’è molta confusione; e la gente fa sempre più fatica a capire, e a distinguere, tra una dinamica propositiva ed una dinamica invece magari qualunquista.
Certo, guarda ci sono un miliardo di messaggi in questa intervista che ovviamente potrò pubblicare integralmente sulla nostra rivista Edelweiss.
Sì. Poi sono diventato anche istruttore nazionale. In realtà ho fatto tante cose in questi venti anni, quindi come past president l’unica cosa che non ho fatto è venire ai consigli direttivi. Ma io le leggo sempre le cose che arrivano.
Sì lo so, perché sei sempre molto informato e soprattutto hai quella luce negli occhi che dimostra che sei nel luogo che conosci.
Sì, sì… mi sento a casa adesso, a dir la verità: perché stare tanti anni in sezione, comunque ti senti veramente a casa, entri e dici bon!
Senti, una domanda imbarazzante forse, ma per me affascinante. Tu vieni soprannominato Talpa?
Sì.
Si può scrivere?
Si può scrivere, io mi firmo sempre come talpa, o cose del genere, perché ci tengo fra le altre cose a che rimanga come aspetto principale l’ilarità del potersi prendere in giro, come pure la tradizione che in Romagna è quella dei nomignoli; secondo, perché è un approccio più simpatico agli occhi dei ragazzi, quindi di fatto è una sorta di naso rosso… come se fossi un clown, nel senso più elevato del clown; l’altro, è che appunto nella sua informalità apre un po’ tutte le porte. E l’ultima cosa è che in realtà non mi sono scelto questo nome: io da piccolino ero un po’ anche schivo, timidino, e qua e là… portavo gli occhiali, ero sostanzialmente cieco…
Beh, in una visione da bambino…
Sì, sì, ma siccome mi chiamo Enrico, ed ero di fatto cieco, quando arrivai al CAI mi chiamarono Enrico la talpa, come il famoso personaggio di Lupo Alberto, l’arcigno Enrico la talpa, perché andava molto di voga, allora. Adesso la tua domanda me la fanno anche i bambini, però vagamente Lupo Alberto è rimasto, quindi quando richiamo il riferimento poi lo capiscono.
E poi è delizioso veramente! Enrico sei un grandissimo protagonista del passato del presente e secondo me tantissimo anche del futuro!
Vediamo.
Infatti la foto è con uno schermo bianco dietro… per tutto quello che ci saprai raccontare, oltre a farci vedere, nelle proiezioni che realizzate in ogni gruppo sezionale, che sono sempre incredibili.
Sì, sì, quelle le studio di notte.
Infatti sono sempre di un effetto incredibile.
Diciamo così, per farle vedere tutte ai nostri ragazzi effettivamente si potrebbe creare un film.
Sì, se non l’hai già fatto potresti creare un canale youtube!
Lo abbiamo già fatto
Ecco vedi, allora grazie per avermi insegnato anche questa cosa.
Ce l’abbiamo, ed è aperto solo ai frequentanti, per evitare poi che vadano in giro.
Però in questo senso l’idea del film è bello anche perché poi secondo me tu riesci a rendere film qualunque momento.
Adesso proviamo, dai, un po’ di magia ce la mettiamo sempre!
Bene, fantastico, buon 2025!!!
Grazie mille dell’intervista, grazie mille, non me l’aspettavo e mi ha fatto molto piacere…
Anche a me, grazie.
Grazie
Un abbraccione. Evviva Enrico Montanari, la talpa!!!
Ciao, grazie.
Ciao Enrico, grazie a te, e a presto!!!
